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Il Teatro Comunale di Bolzano

Progetto: Studio Associato di Architettura
Marco Zanuso e Pietro Crescini
Strutture: Ufficio tecnico Rizzani de Eccher, Udine
Impianti: Consorzio CITI, Imola
Acustica: Miiller BBM, Monaco (D)
Consulenza teatrale: Ing. Franco Malgrande
Direzione lavori:Ing. Franco Bertoluzza, Comune di Bolzano
Impresa costruttrice: Rizzani de Eccher, Udine

Nella vista a cannocchiale dalla via Isarco, il nuovo teatro di Marco Zanuso appare come un bastione turrito di fortificazioni, posto laddove le mura un tempo segnavano il confine tra città e campagna, a fianco del vecchio recinto dell'Orto dei Cappuccini e quasi a ridosso della cattedrale. L'edificio si insedia su un tessuto morfologicamente ibrido, dove la trama compatta dell'antico borgo vescovile, e dei successivi ampliamenti della città imperiale, si raccorda ai recenti sfrangiamenti in prossimità del tracciato ferroviario e del fiume Isarco, su cui insiste un'edificazione di recente nascita e di pochi attributi.Il progetto per il Teatro Comunale di Bolzano veniva affidato a Zanuso nel 1985, contestualmente alla messa a punto di un piano di attuazione per la ristrutturazione di un comparto urbano che doveva svilupparsi dalla cattedrale fino alla piazza Verdi, abbracciando l'edificazione frammentaria tra le vie Isarco e Alto Adige. Le indicazioni del piano, redatto da Bernhard Winkler, suggerivano un'edificazione compatta per tutta l'area, a saturare gli interstizi tra il costruito e l'insediamento del teatro in una posizione privilegiata, incernierato tra l'urbanizzazione recente e quella programmata.

Le premesse urbanistiche sembrerebbero molto simili alle condizioni dettate per la progettazione del Nuovo Piccolo Teatro di Milano: un frammento centrale di città su cui incombe un certo livello di dismissione. E anche programmaticamente i due teatri sono sede di istituzioni con ruoli non dissimili. A Bolzano, cittàDunque, nessuna corte ai piedi della torre scenica, al suo posto uno slargo tra l'edificato che si attesta su via Alto Adige e il teatro, che reca già in sé il carattere ibrido di certi spazi di risulta delle città contemporanee.
Tuttavia l'isolamento del fabbricato, e l'unica e curiosa appendice di un edificio per abitazioni tinteggiato di blu a cui è ancorato, non gli hanno impedito di essere assorbito benevolmente nel paesaggio che lo circonda.Il teatro appare come una scatola dal contenuto enigmatico, «conformata a guisa di moderno ziggurat, attentamente scolpito e scavato nei sui volumi, affinchè ogni piegatura delle facciate possa ricercare allineamenti importanti e ogni scalettatura possa ritrovare gli adattamenti di scala con l'esistente. La massività dell'edificio è temperata dal rivestimento omogeneo in lastre regolari di Chiampo fiammato: una pelle scabra, con sottili e profonde fessure tra lastra e lastra avvolge l'edificio senza soluzione di continuità, occultando, in maniera del tutto irriverente, la struttura. Così il binomio struttura-rivestimento si dissolve radicalmente in un unico elemento: il guscio dell'edificio. Un gesto non nuovo, quello di Zanuso, che ha i suoi prodromi nella precedente casa R. di Casorate Sempione, un minuscolo fortilizio abitato rivestito interamente con una "corazza" in mattoni, che dagli alzati si adagiano come scaglie sul letto di cemento armato dell'unica falda inclinata della copertura, digradando dolcemente.

La platea semiesagonale, ricavata in un rettangolo, è sormontata dalla galleria, che si allunga in due palchi laterali quasi fino all'arco scenico; conclude lo spazio della sala il controsoffitto, che si rifa al principio costruttivo di certa architettura primordiale: le falde inclinate sono fissate a travature in legno lamellare a vista, incernierate a pilastri posti ad intervalli regolari sul perimetro della sala, per convergere in un centro collocato in posizione ravvicinata rispetto al palcoscenico, a favorire la riflessione del suono in direzione del pubblico.Perciò, come in un gioco di scatole cinesi, una scatola (la sala) dentro un'altra scatola (l'involucro dell'edificio). E sulla copertura, l'innesto della grande "conchiglia" che accoglie la sala principale è rivelato da un volume gradonato di forma esagonale che, come nel Piccolo, fissa le coordinate per stabilire la posizione del cuore del teatro.

L'involucro interno della sala, con un unico materiale di rivestimento anche se di differente consistenza materica (legno), è volutamente frugale, della stessa frugalità ed essenzialità degli interni di alcune case "estreme" di Zanuso (la casa di Paxos e la casa di Arzachena) e si discosta con nettezza dall'opulenza dei foyers, con i pavimenti in seminato e le pareti in stucco alla veneziana.

Nel Kammertheater, per il genere più selettivo e raffinato delle rappresentazioni a cui è destinato, viene ricercata l'atmosfera più rarefatta e le proporzioni, soprattutto tra sala e palco, di certi teatrini del Seicento.
Non sorprende la sua posizione: sprofondato sin quasi in prossimità delle fondazioni dell'edificio, con un ingresso defilato sulla piazza antistante il teatro, la presenza del Kammertheater si avverte poco per volta, percorrendo sommessamente gli spazi di deambulazione ad approdare in una segreta quanto nascosta Wunderkammer.

L'impianto distributivo dell'edificio riflette con grande chiarezza l'idea, cara a Zanuso, di teatro come macchina per la produzione dello spettacolo: al centro il luogo dove si svolge il rito teatrale (sala e palco) e intorno ad esso, compattati e, allo stesso tempo, separati per funzione, i laboratori per la produzione della scena, lo spazio per i teatranti, gli uffici del Teatro Stabile. Con il nuovo arredo della sala, affidato nel 1998 all'architetto di Bolzano Renzo Gennaro per l'ottimizzazione dell'acustica, di cui si riconoscono l'attento uso dei materiali e la discrezione dell'apparato decorativo, sono state in parte disattese le premesse architettoniche del progetto di Zanuso, che prevedeva per le pareti un rivestimento modulare in pannelli di douglas fiammato e sabbiato, lavorato con una texture a nido d'ape, e per le falde di controsoffittatura pannelli (anch'essi in legno) di diversa finltura. Nel disegno della pavimentazione della piazza del teatro, due cerchi di raggio diverso accostati e sfalsati stretti attorno all'edifìcio, si ritrova tutto il tono deciso ed essenziale dell'architettura di Zanuso. Come deciso ed essenziale, ma dolce, era il disegno della fontana scolpita nel leggero declivio del patio della Casa Valle ad Arenzano.

Elena Triumveri


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